Come scegliere lo psicologo giusto: guida pratica per non sbagliare
- dott.ssa_lindatrogi

- 5 ott 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 2 giorni fa
Se stai pensando di rivolgerti a uno psicologo ma non sai da dove iniziare, è normale sentirsi confusa.
Spesso la difficoltà non è decidere se chiedere aiuto, ma capire a chi rivolgersi.
Molte persone temono di sbagliare scelta, perdere tempo o non sentirsi comprese e la domanda è sempre la stessa "come scegliere lo psicologo?".

Quando ha senso scegliere con attenzione
La scelta dello psicologo diventa importante soprattutto quando:
stai vivendo ansia, stress o difficoltà emotive persistenti
senti che qualcosa non sta funzionando ma non sai bene cosa
hai già provato a gestire da sola senza risultati
vuoi iniziare un percorso ma hai dubbi
In questi casi, non basta “uno psicologo qualsiasi”.
Perché uno psicologo non vale l’altro
Non esiste lo psicologo “generico”.
Tutti hanno la stessa formazione di base, ma poi sviluppano:
competenze specifiche (ansia, depressione, lavoro, relazioni…)
approcci diversi
modalità di intervento differenti
Il punto è questo:lo psicologo deve essere adatto al tuo problema, non il contrario.
Cosa NON funziona nella scelta
Molte persone scelgono così:
“quello più vicino”
“quello che costa meno”
“quello trovato per caso”
“il primo disponibile”
Questo approccio spesso porta a:
percorsi poco efficaci
sensazione di non essere capiti
abbandono precoce
Come scegliere lo psicologo giusto (guida pratica)
Per fare una scelta più mirata, puoi partire da queste domande:
1. Di cosa ho bisogno?(ansia, stress, difficoltà lavorative, relazioni, autostima…)
2. In quale ambito nasce il problema?(vita privata, lavoro, coppia, organizzazione)
3. Che tipo di intervento mi serve?(supporto psicologico, valutazione, coaching, lavoro sul problema specifico)
4. Con chi mi sento a mio agio?La relazione è fondamentale: devi sentirti ascoltata e compresa.
Cosa funziona davvero
Una scelta efficace non è casuale.
Un intervento psicologico funziona quando:
è coerente con il problema
è strutturato
ha obiettivi chiari
si basa su una relazione di fiducia
Questo è ciò che fa la differenza, non il titolo.
Un esempio concreto: il mio approccio
Per rendere più chiaro cosa significa scegliere in modo mirato, ti faccio un esempio.
Il mio lavoro si concentra su:
difficoltà legate ad ansia, stress e stanchezza mentale
disturbi d'ansia
depressione
problematiche lavorative (burnout, mobbing, difficoltà organizzative)
problematiche relazionali
fine di una relazione
elaborazione del lutto
valutazioni psicologiche specifiche per stress lavoro correlato, mobbing, danno psicologico a seguito di infortunio (anche ctp)
Integro intervento clinico e psicologia del lavoro, lavorando sia sulla persona che sul contesto, oltre agli interventi diretti in azienda, come valutazione rischio stress lavoro correlato e rischio molestie e violenza, analisi e interventi per il clima aziendale, strutturazioni e ristrutturazioni origanizzative e processuali.
Questo significa che chi si rivolge a me lo fa perché cerca questo tipo di intervento specifico.
Quando è il momento di fare il passo
Può essere utile smettere di rimandare quando:
il problema è presente da tempo
senti che da sola non riesci a gestirlo
stai iniziando a stare peggio
continui a pensarci ma non agisci
Se ti riconosci in questa situazione e non sai da dove partire, un primo confronto può aiutarti a capire meglio cosa ti serve e quale percorso è più adatto.
La dott.ssa Linda Trogi, psicologa clinica, riceve a Viareggio e online.




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