top of page

Non riesco a dormire per l’ansia: cosa sta succedendo davvero

  • Immagine del redattore: dott.ssa_lindatrogi
    dott.ssa_lindatrogi
  • 11 giu
  • Tempo di lettura: 5 min

“Non riesco a dormire per l’ansia.”


È una frase che molte persone iniziano a cercare quando la notte diventa il momento peggiore della giornata.

Durante il giorno magari riesci ancora a funzionare. Lavori, rispondi ai messaggi, porti avanti gli impegni, provi a non pensarci troppo. Poi arriva la sera, ti metti a letto e la mente si accende.

Inizi a ripensare a quello che hai fatto, a quello che dovrai fare domani, a una conversazione rimasta in sospeso, a un problema che durante il giorno sembrava gestibile e che di notte diventa enorme.

Più cerchi di dormire, più ti senti sveglia. Più ti dici “devo assolutamente riposare”, più il sonno sembra allontanarsi.

Quando succede per qualche notte può essere solo un periodo di tensione. Quando però diventa frequente, l’ansia e l’insonnia possono iniziare ad alimentarsi a vicenda.

uomo che non riesce a dormire

"Non riesco a dormire per l’ansia": come si manifesta

L’ansia notturna non si presenta sempre nello stesso modo.

Per alcune persone significa restare sveglie per ore prima di addormentarsi. Per altre significa addormentarsi, ma svegliarsi nel cuore della notte con la mente già piena di pensieri. In altri casi il problema è il risveglio precoce: apri gli occhi molto prima della sveglia e non riesci più a riprendere sonno.


Spesso non c’è un solo sintomo, ma un insieme di segnali che rendono la notte sempre più faticosa:

  • pensieri continui appena ti metti a letto;

  • paura di non riuscire a dormire;

  • tachicardia o senso di agitazione;

  • tensione muscolare;

  • nodo allo stomaco;

  • bisogno di controllare l’orario;

  • sonno leggero e poco riposante;

  • stanchezza già dal mattino.

Il problema non è soltanto dormire meno. Il problema è iniziare ad avere paura della notte, perché sai già che potresti ritrovarti di nuovo sveglia, stanca e frustrata.


Perché l’ansia peggiora proprio quando vai a letto

Molte persone si chiedono perché l’ansia aumenti proprio la sera.

Durante il giorno ci sono attività, impegni, persone, cose da fare. Anche quando sei preoccupata, una parte della mente resta occupata dal funzionamento quotidiano.


La sera invece tutto rallenta. Si abbassano gli stimoli esterni e aumenta lo spazio interno. I pensieri che durante il giorno erano rimasti sullo sfondo diventano più forti.

In più, il sonno richiede una condizione precisa: il corpo deve potersi lasciare andare.

L’ansia fa l’opposto. Tiene il sistema in allerta, come se ci fosse qualcosa da risolvere subito. Anche se non c’è un pericolo reale, il corpo può reagire con attivazione, tensione, respiro corto o battito accelerato.

A quel punto non sei semplicemente “sveglio”. Sei in uno stato di controllo.

Ed è molto difficile dormire mentre stai cercando di controllare tutto.


Cosa NON funziona quando provi a dormire

Quando non riesci a dormire, la reazione più naturale è sforzarti.

Ti giri nel letto, cerchi la posizione giusta, controlli l’orario, fai conti su quante ore ti restano, provi a obbligarti a dormire.

Il problema è che il sonno non funziona bene sotto pressione.

Più cerchi di forzarlo, più rischi di trasformare il letto in un luogo di tensione. Dopo un po’, il cervello inizia ad associare il momento di andare a dormire non al riposo, ma alla lotta contro l’insonnia.

Anche restare a letto per ore senza dormire può peggiorare il problema, perché rinforza l’associazione tra letto, frustrazione e allerta.


Altre strategie che spesso non aiutano sono controllare continuamente il telefono, cercare rassicurazioni online nel cuore della notte, bere troppi caffè durante il giorno per compensare la stanchezza o rimandare il problema sperando che si risolva da solo.

A volte può migliorare per qualche giorno, poi tornare. E quando torna, la paura di non dormire diventa parte del problema.


Cosa puoi fare concretamente

La prima cosa utile è smettere di trattare il sonno come una prestazione.

Dormire non è qualcosa che si ottiene con lo sforzo. È qualcosa che accade più facilmente quando il corpo e la mente smettono di rimanere in allerta.


Può essere utile costruire una routine serale semplice e ripetibile, non perfetta. Una sequenza di gesti che dica al corpo: la giornata sta finendo.

Ad esempio:

  • abbassare le luci nell’ultima parte della serata;

  • evitare discussioni o attività molto attivanti prima di dormire;

  • ridurre l’uso del telefono a letto;

  • scrivere su un foglio i pensieri ricorrenti prima di coricarsi;

  • evitare di controllare continuamente l’orario;

  • alzarsi se dopo un po’ il letto diventa solo un luogo di agitazione.


Quest’ultimo punto è importante: se resti a letto per molto tempo senza dormire e senti che l’ansia cresce, può essere più utile alzarti, fare qualcosa di tranquillo con luce soffusa e tornare a letto quando senti di nuovo sonnolenza.

Non si tratta di “rinunciare a dormire”. Si tratta di interrompere il circuito letto = ansia.


Quando l’insonnia da ansia diventa un problema da affrontare

Una notte difficile può capitare a tutti.

Il problema diventa più serio quando l’insonnia si ripete, quando inizi a temere il momento di andare a dormire o quando la stanchezza del giorno dopo compromette concentrazione, lavoro, umore e relazioni.

In questi casi non basta chiedersi soltanto come dormire di più. Diventa importante capire cosa sta alimentando l’ansia.

A volte ci sono preoccupazioni concrete. Altre volte c’è un periodo di stress accumulato. In altri casi l’insonnia diventa un meccanismo autonomo: non dormi perché sei in ansia e sei in ansia perché temi di non dormire.

Quando questo circolo si stabilizza, può essere difficile uscirne da soli.


Come può aiutarti uno psicologo

Uno psicologo può aiutarti a capire se l’insonnia è collegata a un periodo di stress, a uno stato ansioso più stabile, a difficoltà emotive non elaborate o a un sovraccarico che stai portando avanti da troppo tempo.

Il lavoro psicologico non serve solo a “rilassarsi”.

Serve a comprendere perché il tuo sistema resta in allerta proprio quando dovrebbe recuperare, quali pensieri alimentano l’ansia notturna e quali abitudini, anche involontarie, stanno mantenendo il problema.


In alcuni casi può essere utile lavorare su:

  • gestione dell’ansia;

  • pensieri ricorrenti;

  • paura di non dormire;

  • routine serale;

  • stress accumulato;

  • difficoltà a staccare dal lavoro o dalle preoccupazioni;

  • recupero di un rapporto più sereno con il sonno.

L’obiettivo non è controllare il sonno, ma ridurre tutto ciò che lo ostacola.


Conclusione

Se non riesci a dormire per l’ansia, non significa che tu sia incapace di rilassarti o che debba convivere per sempre con notti difficili.

Significa che il tuo corpo e la tua mente stanno probabilmente restando in uno stato di allerta anche quando avrebbero bisogno di riposo.

Capire questo meccanismo è il primo passo per affrontarlo in modo più concreto.



Se l’ansia sta disturbando il sonno e senti che la notte è diventata un momento di tensione, un confronto psicologico può aiutarti a comprendere cosa sta succedendo e a lavorare sui meccanismi che mantengono il problema.

La dott.ssa Linda Trogi, psicologa clinica e psicologa del lavoro, riceve a Viareggio e online.


Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione

Linda Trogi Psicologo a Viareggio (LU)
Iscr. Ordine Psicologi della Toscana n. 10192 - Partita IVA 02676510460
sede legale Quart.Allende 25/b, 55049 Viareggio (LU)
+39 3516926827
Privacy - Cookie Policy

©2023 by Psicologo Linda Trogi 

Sito creato da Felice Palazzolo

bottom of page